giovedì 9 giugno 2011

I call center italiani si trasferiscono in Albania

http://turismoinalbania.blogspot.com/2011/06/i-call-center-italiani-si-trasferiscono.html


I call center italiani si trasferiscono in Albania e l'impotenza di poveri giornalisti italiani si trasforma in razzismo con offese assurde all'Albania .

I call Center appartengono alle società francesi e quindi i giornalisti italiani se la dovrebbero prendere con i francesi . Prendersela con i francesi è come battere la testa contro il muro mentre prendersela con gli albanesi è più facile.
Ecco un articolo dove si inventa di tutto , dati sensibili , incapacità , paura e quant'altro purchè offendere l'Albania. Questi comportamenti stanno portando l'Italia a isolarsi dal mondo e impreparata di fronte alla globalizzazione .

L'Albania ha solo 3 milioni di abitanti , vorrei vedere gli italiani protestare per 1, 5 miliardi di cinesi che hanno sostituito tutta la manodopera italiana. La aziende in Cina hanno tolto lavoro a mezzo mondo e hanno portato alla depressione economica mondiale e qui si parla di Albania.

Ecco qui un articolo che ne spiega la delocalizzazione di Sky e Alitalia in Albania



I call center come le fabbriche d’auto: chiudono in Italia, riaprono in Albania

Scritto da Paolo Ribichini il 8 giugno 2011 in Società

La società francese che controlla gran parte dei centralini italiani ha deciso di investire oltre lo Stretto di Otranto. E aumentano i disoccupati

Call center, centralini e customer care. Il servizio clienti di aziende o call center pubblicitari sono entrati oramai a pieno titolo nelle nostre vite. Prenotare un volo, cambiare un piano telefonico, reclamare un disguido. Alzare la cornetta e chiamare numeri gratuiti (molto spesso) o a pagamento (ogni tanto). E soprattutto le aziende che hanno il servizio clienti telefonico gratuito cercano di risparmiare spostando i centralini dove costa meno, come avviene da anni con le industrie. Se non conviene in Italia, perché non assumere a casa loro tunisini o albanesi che abbiano qualche conoscenza della lingua italiana? La perfezione non serve e quindi poco importa se non parlano la lingua di Dante senza errori.

Chiami Alitalia e finisci in Albania. Così Alitalia e Sky Italia hanno deciso di delocalizzare il servizio nel Paese delle aquile. In realtà non lo fanno loro ma le società alle quali si affidano. In Albania operano due società, l'Albania Sh.p.k. e l'Albania Marketing Service Sh.p.k, collegate entrambe alla multinazionale francese Teleperformance, su cui confluiscono buona parte delle chiamate dei clienti della compagnia aerea e della tv satellitare.

Il mercato dei call center. Arrivati in Italia 8 anni fa, i francesi dei call center assunsero nel 2007 3mila persone per ottemperare, dicono, a quanto stabilito dalla legge voluta dall'allora ministro del Lavoro, Cesare Damiano. Passati 4 anni dalle assunzioni, i guadagni sembrano inferiori alle aspettative e quindi hanno deciso di ricorre alla mobilità (pagata dall'Inps) per oltre 1.600 dipendenti. Nuovi disoccupati in nome della globalizzazione: 700 circa a Taranto e 900 tra i comuni di Roma e Fiumicino. Un taglio di più del 50% del personale italiano da sostituire con lavoratori di altri paesi. Una storia già vista.

Tagliare i costi, tagliare i dipendenti. Sulla scelta di tagliare posti di lavoro in Italia influirebbe la richiesta dei clienti che, complice la crisi, richiedono prezzi più bassi. D'altronde spostare i call center in Albania lascerebbe margini di profitto elevatissimi. Infatti, tra l'Italia e il piccolo paese balcanico c'è un divario enorme sotto il profilo salariale. Un lavoratore di call center qui costa alle aziende circa 15 euro lordi, in Albania solo 3 euro. Una bella differenza che spiega tante cose.

Dati sensibili a rischio. Ma non è tutto. Infatti, il Paese delle aquile fa parte della lista degli stati che la Commissione europea considera inadeguati per il livello di protezione e tutela dei dati personali. I dati che forniamo continuamente al telefono (date di nascita, numeri di telefono, numeri di carte di credito) possono essere a rischio. Potrebbero infatti finire nelle mani di affaristi senza scrupoli che potrebbero alimentare il mercato nero dei dati sensibili: per pubblicità, ma soprattutto per frode. Un rischio che, secondo fonti sindacali correrebbero anche i clienti della Tim che si serve di Abramo Customer Service, un call center che sta trasferendo parte delle attività dalla Calabria all'Albania con oltre 200 postazioni per più di 600 dipendenti.


fonte : dirittodicritica.com

Pescara: Giornata di studi "Durazzo porta dell'Adriatico"

Venerdì 10 giugno 2011- ore 15

L’interesse per “l’altra sponda” adriatica, quella albanese e più in generale balcanica, ha una lunga tradizione presso l’Università “G.d’Annunzio” di Chieti-Pescara: letteratura, storia, arte, urbanistica, ed anche archeologia e restauro dei monumenti, visto che l’UdA è titolare della Missione Archeologia Italiana a Durazzo, sostenuta dal Ministero degli Affari Esteri- DGSP VI- sett. Archeologia e diretta dalla prof.ssa Sara Santoro, del Dipartimento di Studi Classici dall’Antico al Contemporaneo. L’UdA intrattiene stretti rapporti di collaborazione, grazie a convenzioni specifiche, con l’Istituto per i Monumenti di Cultura IMK (cioè l’istituzione governativa centrale preposta alla tutela, conservazione e restauro) per il settore del restauro architettonico, e con l’università “A. Moisiu” di Durres (Durazzo) per il settore della valorizzazione turistico culturale.

E’ in questo quadro che si colloca la giornata di studi di venerdì 10 giugno, che avrà luogo nel pomeriggio, dalle ore 15 alle 19, nella sala convegni della Fondazione Pescarabruzzo, in via Umberto I n.83 ed è aperta a tutti gli interessati.

Si parlerà della plurimillenaria città di Durres, una città dai molti nomi (Epidamnos/Dyrrachion/Dyrrachium/ Durazzo/Durres), oggi seconda nella Repubblica d’Albania per numero di abitanti e porto principale del paese, con una altrettanto millenaria vocazione commerciale ed una assai più recente vocazione turistica, ed in particolare turistico-culturale.

La città antica, che giace al di sotto della città attuale, è ricca di monumenti di età greca, romana, bizantina, veneziana e turca, come lo straordinario anfiteatro romano, grande quasi quanto l’Arena di Verona, dove sono condotti da alcuni anni scavi archeologici da parte della Missione italiana in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Archeologia. “L’obiettivo è quello di rimetterlo in luce interamente, restaurarlo e rifunzionalizzarlo come edificio per spettacolo”, dice la direttrice italiana degli scavi, prof. Santoro ( il co-direttore albaese è il prof. Afrim Hoti). Del progetto di restauro, in collaborazione con IMK, è responsabile il prof. Claudio Varagnoli, del Dipartimento di Scienze, Storia dell’Architettura, Restauro e Rappresentazione della Facoltà di Architettura di Chieti-Pescara, Da dieci anni la Missione italiana studia l’urbanistica della città antica ed il modo di salvaguardarla pur nell’attuale fase di forte sviluppo edilizio: fra i prodotti di questa lunga ricerca, va annoverata la carta del rischio archeologico, che fa parte del nuovo piano regolatore del centro storico della città, anch’esso redatto da un ricercatore della Facoltà di Architettura dell’UdA, il prof. Piero Rovigatti.

L’intreccio fra studi umanistici, e specificamente archeologici, restauro e proiezione verso il futuro della città si riflette nel programma della giornata, che vede eminenti studiosi italiani ed albanesi parlare di Durazzo ( usiamo per comodità il nome italiano della città) visto dai poeti antichi ( Braccesi, Di Francesco) e oggetto della politica imperiale romana (Presutti), delle sue trasformazioni urbanistiche antiche e contemporanee (Hoti, Santoro e Rovigatti), delle sue possibilità di sviluppo economico (Bianchi), degli scavi nell’anfiteatro ( Sassi) e del progetto di rifunzionalizzazione (Varagnoli), concludendo con i problemi e le prospettive della conservazione dei monumenti in Albania (Bace). Al convegno parteciperanno numerose autorità accademiche ( i rettori delle università di Chieti-Pescara e di Durazzo, il rettore dell’università telematica Leonardo da Vinci), il direttore dell’IMK, il vice sindaco di Durazzo, i presidenti delle fondazioni Pescarabruzzo e Giammarco- Istituto per gli Studi Adriatici che hanno sostenuto questa iniziativa, che ha ottenuto anche il patrocinio delle due ambasciate, quella della Repubblica d’Albania a Roma e quella Italiana a Tirana. Sarà inoltre presente una folta delegazione di docenti di università dei Balcani ( Albania, Kosovo, Macedonia) che fanno parte di un network di alta formazione guidato dall’Università di Bologna- Facoltà di economia sede di Forlì, particolarmente interessati agli aspetti dello sviluppo turistico-culturale, considerato un elemento fondamentale per la crescita sostenibile dei loro paesi.

giovedì 09 giugno 2011, 09:48

fonte abruzzo24ore.tv

lunedì 6 giugno 2011

Il partito di Nicola Gruevski potrà governare solo con il sostegno degli albanesi


Nikola Gruevski è stato riconfermato premier della Fyrom Macedonia , ma per governare dovrà avere il sostegno del partito della minoranza albanese


I voti sono stati 437.665, mentre all'opposizione sono andate 367.876 preferenze. I risultati, se saranno confermati, lasciano intendere che per poter formare il governo, Gruevski dovrà cercare comunque di stringere un patto con i partiti della minoranza albanese (che in Macedonia rappresentano il 25% della popolazione).

Gruevski fa parte del centro destra macedone , ma gli albanesi sostengono che la destra in Macedonia non esisite e che è tutta una messa in scena in quanto ,sempre secondo le minoranze albanesi , i macedoni slavi sono tutti comunisti .

Infatti vediamo Gruevski con il pugno.